Il ruolo della pubblicità nella crescita delle donne che giocano
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Il ruolo della pubblicità nella crescita delle donne che giocano

Il gioco d’azzardo è una delle macchine economiche più redditizie d’Italia. Basti pensare che il gambling è diventata la terza industria d’Italia, con oltre 95 miliardi di euro annui di proventi. Il tutto deriva soprattutto dalla continua espansione del gioco nel web: giocare è diventato facile grazie ai cellulari, ai tablet e ai pc. Uno dei fattori più importanti è anche la pubblicità, in quanto gli enti di gioco cercano sempre di più di invogliare nuovi e vecchi clienti a spendere di più nel settore.

Il divieto del 2016

Non si può pubblicizzare qualcosa che crea dipendenza. È stata questa, sostanzialmente, la polemica per molto tempo. La pubblicità, soprattutto in televisione, attraeva troppo, e non era giusto propagandare qualcosa che potesse essere causa di malattie. A questo punto, le istituzioni sono intervenute con la norma dell’agosto 2016, in cui si diceva basta agli spot sul gioco d’azzardo legale. Non possono tuttora andare in onda pubblicità dalle 7 alle 22 sui canali generalisti della Rai, di Mediaset, LA7, TV8, la Nove oltre ai canali tematici per minori.

La pubblicità può esserci, invece, in canali specializzati e tematici, oltre alle pay tv, cioè Mediaset Premium e Sky. La Legge di Stabilità dello stesso anno, inoltre, mette in luce quali sono le sanzioni: da 100mila euro a 500 mila euro “al soggetto che commissiona la pubblicità, al soggetto che la effettua” e “al proprietario del mezzo con il quale essa è diffusa”.

Pubblicità per le donne

Secondo un recente studio pubblicato sul sito specializzato Gaming Report, gli annunci pubblicitari dell’ultimo periodo si stanno rivolgendo di più alle donne. In primis, il sesso femminile era visto come un ruolo di pura immagine, ma le cose stanno cambiando. Sono stati riportati alcuni esempi molto importanti, come l’ultimo spot della compagnia CrownBet, che ha come protagonista la modella australiana Nicky Whelan. La professoressa presso la Deakin University Samantha Thomas, ha spiegato la recente inversione di tendenza da parte degli enti in ambito alle strategie di marketing: “Le donne si stanno aprendo ad una gamma più diversificata di prodotti di gioco e quelle più giovani stanno maturando opinioni sempre più positive verso l’attività”.

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Numero di donne crescente

Negli ultimi anni sta crescendo vertiginosamente il numero di donne che diventano clienti delle piattaforme di gioco d’azzardo. La professoressa Thomas ha annunciato che nei prossimi studi, assieme al suo team di ricercatori, cercherà di capire quanto gli spot influenzino le donne a entrare in questo mondo. “Esistono tantissimi studi che analizzano il rapporto dei giovani-maschi e il gioco d’azzardo, ma ve ne sono pochissimi sui comportamenti di gioco delle giovani donne in Australia”, spiega. “La nostra intenzione è quella di analizzare a fondo questi comportamenti al fine di trovare un modo che possa sensibilizzarle sulle conseguenze negative che possono derivare dall’attività”.

Uomini e donne diversificano il gioco

Secondo studi che riguardano proprio il rapporto che c’è tra gli uomini, le donne e il gioco, il gentil sesso preferirebbe un tipo di azzardo diverso da quello del sesso maschile. Se agli uomini, infatti, piacciono di più ippica, scommesse e casinò, le donne sono colpite dalle slot machine, oppure dal tentare la fortuna con il Bingo e con il lotto. L’uomo ha più la passione per l’impulsività e l’attacco, come ad esempio possono essere giochi tipo Black Jack e Roulette, mentre la donna vuole soluzioni più tranquille, come le slot machine e il Bingo, che non rappresenta un vero e proprio gioco d’azzardo.

Quali sono i motivi per cui una donna si riversa nel gambling?

Potrebbero essere diversi, ma tutti dettati da una situazione psicologica compromessa da altri eventi. Come spiega il professore Luigi Ravizza, ordinario di psichiatria presso l’Università di Torino, specializzato in disturbi ossessivo-compulsivi e in particolare sul gioco d’azzardo patologico, da un lato “l’uomo cerca nel gioco la rivalsa, il brivido della vincita, o si illude di raggiungere la ricchezza”, mentre per quanto riguarda le donne “l’approccio all’azzardo è più spesso legato a situazioni affettive negative dalle quali cerca di uscire. Le donne giocano per tentare di scacciare la solitudine, le frustrazioni, la depressione. Ma anche come reazione alla coppia che scoppia”.

Giochi diversi, motivi diversi. Ma le donne stanno entrando prepotentemente nella logica del gioco d’azzardo, e questo potrebbe sconvolgere le strategie pubblicitarie degli enti.

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