Fake news, come ci si può difendere?
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Fake news, come ci si può difendere?

Un mare di bufale: è questo ciò che si può trovare aprendo internet, Facebook e tutti i social network. Ed è per questo che è stato coniato il termine fake news, che, secondo il Collins Dictionary, è stata la parola dell'anno nel 2017. 

È stato necessario un lungo dibattito per capire di che cosa si stesse parlando e quale fosse il meccanismo e il fine. La rete, d’altronde, ha sì tanti pregi, ma anche molteplici difetti. E tra questi vi è, senza alcun dubbio, il fatto che le menzogne, a volte, abbiano più successo dell’informazione tradizionale.

Ma cosa si va a indicare con il termine fake news? Diversi fenomeni, mossi da diversi interessi. Inutile insomma nascondersi dietro a un dito: le bufale vengono create ad arte e diffuse per interessi economici dei soggetti coinvolti. Il cortocircuito è di per sé fin troppo semplice: i siti guadagnano con la pubblicità e gli introiti pubblicitari crescono con l’aumentare delle visualizzazioni. Una sorta di catena in cui ogni singolo anello è perfettamente al suo posto. A facilitare l’inganno è anche il fatto che su Facebook l’illusione è puramente grafica. Sulla propria home si può trovare di tutto, persino quindi una fake news. E cliccarci diventa davvero una questione di un attimo.

E allora come ci si può difendere? Con la consapevolezza e la verifica. Al di là degli interventi che le varie piattaforme stanno mettendo in atto, diventa fondamentale il ruolo degli utenti e dei lettori. Occorre imparare a navigare consapevolmente, a verificare fonti e firme e ad assumersi la responsabilità di quanto si diffonde. Le fake news hanno, senza alcun dubbio, trovato terreno fin troppo fertile nell’illusione dell’informazione gratuita, creata, forse nemmeno troppo volontariamente e coscientemente, dai social network. Si tratta sicuramente di un gran passo, ma può nascondere insidie e pericoli non indifferenti.

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