Prima Pagina

Benvenuti nella post verità, arrivano le deep fake

Immagini e video modificati sono più difficili da combattere. In arrivo, però, arriva la tecnologia.

Se i figli dei politici assunti in Parlamento a 20.000 € al mese era la più classica delle fake news che popolavano i nostri social network, adesso si sta per aprire una nuova era anche per quanto riguarda le notizie false. C’è lo zampino dell’intelligenza artificiale, che riesce a manipolare e modificare video e foto in maniera così accurata da farli sembrare veri. Stiamo parlando del fenomeno Deep Fake, che secondo l’ultimo Rapporto Censis avrebbe già tratto in inganno un italiano su due, condizionandone decisioni politiche, economiche, private e soprattutto alterandone gli atteggiamenti sociali. Un nuovo meccanismo di trasformazione della notizia ancora più potente: se una fake news poteva generare ancora qualche dubbio, davanti ad una immagine o un video ritoccati alla perfezione è veramente difficile non lasciarsi trascinare.

Per fortuna però la tecnologia crea il problema e la tecnologia trova la soluzione. Due startup, la Truepic, negli Stati Uniti, e Serelay, nel Regno Unito, sono al lavoro per la creazione di due app gratuite, per iOS e Android, che attraverso particolari algoritmi sono in grado di verificare l’autenticità di una foto o di un filmato. Si può infatti verificare un’immagine diventata virale con la sua originale oppure utilizzare l’app come fotocamera personale in modo da evitare che scatti privati possano essere manipolati o alterati.

In questo modo creiamo una copia immutabile di quei dati, che rimarranno per sempre veri” spiega Jeff McGregor di Truepic, che illustra anche le modalità di salvataggio della foto: dal momento in cui si clicca per scattare ci vogliono appena 12 secondi affinché la foto sia salvata, registrata sui server e sulla blockchain e timbrata con metadati. Nel mirino, ovviamente, ci sono anche i video deep fake. “Abbiamo già identificato alcune tecniche forensi che possiamo utilizzare per rilevare falsi come deepfake – continua ancora McGregor – In particolare, è possibile analizzare i capelli, le orecchie, i riflessi negli occhi e altri dettagli che sono quasi impossibili da rendere realistici attraverso le migliaia di fotogrammi di un tipico video. Identificare anche solo alcuni fotogrammi falsi è sufficiente per scoprire un video deepfake”.

LEGGI ANCHE  Facebook: tra successo social e advertising

Se Truepic salva le immagini dei suoi utenti e le memorizza sui server, l’app di Serelay archivia una specie di impronta digitale delle foto ricavata da un centinaio di valori matematici per ciascuna immagine: tramite questi valori è possibile registrare e determinare qualsiasi alterazione ad ogni singolo pixel della foto.

Bisogna solo rendere accessibili, e popolari, le due applicazioni, in modo da diventare comuni e diffuse nel settore delle fotocamere digitali. Fondamentale sarà integrare Facebook, Snapchat, Instagram e le altre app di foto dell’iPhone. Dopodiché potrebbe avvenire come per Whatsapp: una spunta sulle nostre foto pubblicate sui social andrebbe ad indicare che sono una copia validata, sconfiggendo definitivamente deep fake e fake news.

Categorie
Prima PaginaSocial network

Commenta

*

*

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.