
1 CATACOMB “The Return Of Tee Ark” 7

1 CATACOMB “The Return Of Tee Ark” 7

Prima che i Novembre spopolassero in Europa e non su Century Media e Peaceville, i nostri eroi si chiamavano Catacomb e dai nostri più o meno fissi incontri del sabato pomeriggio di fronte a Disfunzioni Musicali, in quel di Roma, ne uscì fuori l'unicolavoro della Sacra Sindone Records, 1700 copie stampate in più tranches, nel 1994, in vinile nero, trasparente e blu. Il resto è storia, compreso che i talent scout non vanno da nessuna parte...
Artwork di paolo Piccini (Blast, HM, Growing Concern, Dynamo...)
"Dopo due demos che non ebbero grande seguito, datati entrambi 1991, la band torna a farsi vedere con il loro ultimo lavoro nel 1993, ossia un Ep che risponde al nome di "The Return Of The Ark", ma come descriverlo? In parole semplici parlerei di un death metal aggressivo ma allo stesso tempo estremamente elegante, che si sviluppa su ritmiche complesse, risultando ricco di accnti progressive, ma senza essere troppo arzigogolato e pieno di inutili e pesanti orpelli. E' così che nascono i tre pezzi presenti all'interno dell'Ep, vale a dire "A Deadening Whisper", "Tomorrow it Happened" e la conclusiva "In the Shade of the Cypresses"; si nota subito che, se musicalmente non ci sia una poi troppa differenza con i Novembre, se non per una maggiore presenza di elementi black, ciò che si distacca dai successivi lavori della band è sicuramente l'impostazione vocale di Carmelo, decisamente più gutturale e disperata e sempre ancorata al growl.
Dei tre pezzi il migliore risulta essere sicuramente l'ultimo, dotato di un maggiore dinamismo e di soluzioni più attraenti, come la dissonanza tra i riffs di chitarra scarni e martellanti e la sezione ritmica più intenta a compiere evoluzioni virtusistiche di grande pregio. Ciò nonostante anche le altre due canzoni si fanno apprezzare in fase d'ascolto, grazie a melodie particolarmente gustose, anche se più di maniera.
Pur essendo ancora lontani dagli apici creativi della band, bisogna riconoscere che questo "The Return Of The Ark" è un lavoro che ci mostra una band in grande spolvero e capace, nonostante la giovane età media attorno ai 20 anni (Giuseppe ne aveva appena 17), di proporre una musica gradevole e allo stesso tempo di spessore artistico. "











